Centro Camini : stufe a pellet, stufe a legna, caminetti
      le migliori soluzioni per il vostro riscaldamento

Lo sapevi che...

Il fuoco è una magia,  perche?

Come va costruita una canna fumaria?

Come ottenere lunga autonomia con stufe e caminetti?

Come accendo il fuoco nella stufa?

I legnami da ardere sono tutti uguali?

Cenni storici sull'utilizzo del fuoco


Il fuoco è una magia,  perche?

E’ un dato assodato ed indiscutibile che gli animali si mettono spesso a godere il calore del camino e della stufa, perché? I pulcini negli allevamenti, senza il calore della lampade ad infrarossi non si sviluppano. Se essi ne beneficiano, ne beneficiano anche gli uomini che almeno a livello biologico sono fatti della stessa sostanza?
I benefici termici del calore radiante sono stati lungamente descritti dalla materia medica in innumerevoli saggi di vecchia e recente data, basti pensare che il calore dei raggi infrarossi è oggi utilizzato in campo terapeutico medico, estetico e sportivo.
I raggi infrarossi emessi dal fuoco sono in grado di penetrare sottopelle, riscaldare il corpo in profondità e donare una sensazione di confort termico e rilassamento muscolare molto marcata.
La fiamma è bella da vedere, le sue lingue danzanti ammaliano lo sguardo e raggiungono il cuore operando una trasmutazione emotiva positiva.
L’effetto psicologico è notevole e risveglia ricordi ancestrali, anticamente il focolare indicò calore, riparo dalle intemperie cucina del cibo, sicurezza nell’allontanare le belve feroci… il focolare domestico per millenni fu assieme all’acqua ed al cibo il più importante bene per famiglie e comunità intiere!
Il fuoco è uno degli elementi essenziali di tutto il creato secondo gli insegnamenti mistici e per le medicine delle origini.

Chi governa il fuoco e sta in sua compagnia enumera poeticamente una serie di ragioni per le quali gode del fuoco e per le quali dice ”non posso farne a meno” . Chi usa stufa o camino non vi rinuncia anche se gli impone un poco di impegno quotidiano. La compagnia del fuoco risulta preziosa e quasi necessaria a chi ne è abituato… si dice “compagnia del fuoco” perché inspiegabilmente il fuoco fa COMPAGNIA, con esso non ci si sente soli, il fuoco è “ANIMATO” nel suo movimento come se possedesse “SPIRITO”. Il fuoco fa buona compagnia e “ANIMA” le serate. Se poi si è tra amici, con un buon bicchier di vino… ci si sente cordialmente accolti e riscaldati… il fuoco rilassa, riscalda e rallegra da fuori, il vino rilassa, riscalda e rallegra da dentro!
Infine possiamo ricordare che il legname è “ENERGIA SOLARE CONDENSATA”: l’energia solare che raggiunge gli alberi viene da essi trasformata in legname… il legname bruciato nei camini “riaccende il sole immagazzinato dalla pianta”… il fuoco è un sole che possiamo accendere quando desideriamo ricevendo luce e calore... e non c’è nulla di più benefico di poter disporre del sole quando esso, in inverno si nega alla nostra pelle… senza sole non c’è vita, i suoi raggi, come i raggi del fuoco, aiutano la vita!
Studi, esperienze, riflessioni e prove pratiche, hanno dimostrato  che il riscaldamento "alla vecchia maniera", risponde bene alle esigenze moderne e spesso procura un livello di benessere e comfort decisamente superiore ai sistemi tradizionali moderni (termosifoni).
Il riscaldamento a legna, sta rivivendo una nuova giovinezza a causa della contemporanea ricerca del piacere, non più sotto forma di "quantità" ma di "qualità"... in più si aggiunge la questione economica, poiché consente di riscaldarsi mantenendo un paio di gradi in più con ancora un risparmio del 70% sul costo di gas e gasolio... ed ancora c'è la questione ecologica, che è determinante per il futuro del pianeta.
IMPORTANTE: è assolutamente necessario effettuare regolarmente la pulizia ed ispezione della canna fumaria!

Come va costruita una canna fumaria?

La canna fumaria è l'elemento più importante dell'intero impianto... ne è il motore! LA CANNA      FUMARIA     deve essere fatta da imprese iscritte alla CCIA come da DM 37/08, articolo1. comma 2 lettera c

SINTESI:

CANNA FUMARIA NUOVA: come costruirla

CANNA FUMARIA  ESISTENTE: migliorare il tiraggio

CANALE DA FUMO - collegamento tra stufa e canna fumaria

La canna fumaria deve essere costruita seguendo le norme tecniche di riferimento!
Il riscaldamento naturale a legna, si realizza per mezzo di elementi statici: una stufa ed una canna fumaria ma in realtà ,all'interno di essi, vi è un motore dinamico, che sfrutta le leggi naturali, senza meccanizzazioni. L'aria che passa nel camino, genera il tiraggio che è un vero motore per la combustione della legna.
Se si capisce che è un motore in movimento, si comprende meglio che necessita di manutenzione... proprio come il motore di un'autovettura.
La canna fumaria è l'elemento che va realizzato con assoluta attenzione e competenza!
Da essa derivano quasi tutti i possibili problemi e risolve quasi tutti i problemi dell'impianto.
Dalla sua buona costruzione, e dalla sua corretta manutenzione, derivano la sicurezza di non rischiare incendi e pericoli per il monossido di carbonio.
Da essa deriva la certezza di non dover soffrire fastidiose fumate in casa.
LA CANNA      FUMARIA     deve essere fatta da imprese iscritte alla CCIA come da DM 37/08, articolo1. comma 2 lettera c

Innanzitutto la canna fumaria può funzionare bene con una stufa e meno bene con un'altra: una stufa moderna con ottimo rendimento, certamente darà in uscita dei fumi più freddi, che "saliranno meno velocemente", ma al contempo una vecchia stufa, se sarà piena di fessure, permetterà un eccesso di aria fredda che entrerà nella parte alta della stessa e che non produrrà fiamma, ma diluirà i fumi caldi raffreddandoli e diminuendo il tiraggio.

1) CANNA FUMARIA NUOVA:
Se la canna fumaria verrà costruita ex-novo, sarà bene sapere che il miglior materiale è l'acciaio coibentato in doppia camera: esso è leggero, resistente al calore e si riscalda rapidamente: una canna calda accentua decisamente il tiraggio naturale. L'acciaio coibentato in più assicurerà l'assenza di colature di condensa e la diminuzione di residui carboniosi che aderiscono ad essa. Dovrà essere ben ancorata per assicurare la tenuta meccanica della stessa. Non dovrà in nessun caso avere cambi di direzione con curve maggiori a 45° (dovrà essere più verticale e diretta possibile). Essa dovrà avere sezione uguale o superiore (ed in nessun caso inferiore) a quella di uscita della nostra stufa. Dovrà essere assolutamente stagna e senza fessure. Sarà meglio se essa avrà anche un punto di ispezione alla sua base dove si depositerà la fuliggine che cadrà. Dovrà essere accessibile per la sua pulizia stagionale (possibilmente dall'alto, dal tetto). Ricordiamoci che la canna in acciaio è resistente al calore, ma non all'incendio di grosse quantità di creosoto e depositi, aderenti al suo interno, quindi bisogna sempre effettuare la regolare pulizia della canna! L'altezza della canna, per ottenere un buon tiraggio, dovrà essere adeguata... se sarà troppo bassa non tirerà, mentre se sarà troppo alta avrà un tiraggio eccessivo.

2) CANNA FUMARIA GIA' ESISTENTE:
Se la canna fumaria è già presente, magari vecchia e non funziona bene, sarà necessario verificare il suo stato generale:
1) la sua tenuta ermetica ed impermeabilità (assenza di fessurazioni)
2) che si ben pulita
3) che sia di sezione almeno uguale o maggiore dell'uscita della nostra stufa, senza strozzature
4) che sia più verticale possibile, senza curve oltre i 45°
5) che sia sufficientemente alta (almeno 4 o 5 metri)
Se il tiraggio sarà insufficiente, andrà valutato l'incamiciamento in acciaio e la coibentazione della stessa, per migliorarne il suo riscaldamento, il suo grado di rugosità e la sua ermeticità. In aggiunta andrà valutata la possibilità di allungare il comignolo, perchè una canna più alta aumenterà il tiraggio. Il comignolo se è nei pressi del colmo del tetto, dovrà superarlo di 50 cm e comunque allungarsi abbondantemente se non è nelle sue vicinanza, questo sfavorirà correnti d'aria discendenti che potranno "tappare il comignolo". La sezione di uscita del comignolo dovrà essere ampia per disperdere il fumo ed il suo cappello sarà migliore se di tipo antivento. Se vi sono ostacoli più alti del nostro comignolo, potrebbero comunque indurre correnti d'aria discendenti, dannose.

NB: Ogni canna fumaria deve servire un solo apparato riscaldante, non devono quindi mai venire accesi contemporaneamente due apparati collegati alla stessa canna fumaria.

3)CANALE DA FUMO:
Il canale da fumo che collegherà la stufa alla canna fumaria , dovrà necessariamente essere di sezione adeguata all'uscita della stufa. Esso non dovrà avere tratti orizzontali o semiorizzontali che si riempiranno rapidamente di fuliggine, imponendo fastidiose pulizie mensili. Sarà bene ridurre al minimo il numero di curve, per evitare perdite di carico.
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L'INSTALLAZIONE CORRETTA AD ARTE CON LE GIUSTE NECESSARIE ATTENZIONI DEL CASO RENDERA' LA COMBUSTIONE OTTIMALE, una installazione non ad arte potrà procurare cali di rendimento o addirittura pericoli.
LA CANNA FUMARIA deve essere fatta da imprese iscritte alla CCIA come da DM 37/08, articolo1. comma 2 lettera c

La CARICA DEL LEGNAME andrà fatta correttamente a seconda del tipo di focolare che si possiede.


Come ottenere lunga autonomia con stufe e caminetti?

Indichiamo innanzitutto, che sarà possibile ottenere lunghe autonomie e contemporaneamente combustioni ecologiche ed efficienti, solamente in stufe e caminetti, appositamente costruiti per tale funzione!
LA STUFA O IL CAMINO DEVONO ESSERE INSTALLATI da imprese iscritte alla CCIA come da DM 37/08, articolo1. comma 2 lettera c

Le caratteristiche costruttive di tali apparati, hanno accorgimenti in più:
estrema attenzione all'ermeticità delle guarnizioni, delle giunture e precisa calibrazione della chiusura dell'aria primaria.

Negli apparati adatti, per ottenere lunghe autonomie, sarà importante osservare determinate regole!
Un uso non appropriato od un'installazione inadeguata del focolare a lunga autonomia, renderà improbabile il raggiungimento delle autonomie indicate dal costruttore.

La canna fumaria, collegata ad una stufa a lunga autonomia, dovrà rispettare le indicazioni di massima, date dal costruttore dell'apparato. Una canna fumaria inadatta, potrebbe innescare un eccessivo tiraggio, che tenderà ad abbreviare il tempo di autonomia, mentre una canna fumaria che limiti troppo il tiraggio, procurerà pericoli di spegnimento o combustione imperfetta alla minima andatura, con accumulo maggiore di creosoto nella canna fumaria e cattivi rendimenti termici.

Avendo una canna fumaria ben dimensionata, occorre ancora assicurarsi di usare essenze di legname duro da combustione. Con legname dolce, il focolare non riuscirà ad impedire il rapido esaurimento del combustibile!
Il legname duro, sarà bene che sia stagionato ed asciutto!

Rispettati questi 2 punti, passiamo al terzo: la legna da ardere, dovrà comprendere, preferibilmente, dei ciocchi di legna di grossa sezione. Tra i ciocchi, sarà bene inserire dei pezzi di dimensioni minori, cercando di incastrarli. Solo l'esperienza vi potrà aiutare a trovare la vostra "ricetta giusta" per caricare la vostra stufa. Personalmente trovo difficile inserire ciocchi troppo grossi, perchè spesso non si incastrano o incastrandoli fuoriescono dal focolare impedendo la chiusura della porta. Preferisco ciocchi di buona sezione, ma non eccessiva, che si incastrano meglio rendendo più semplice lo riempimento della stufa. Ripeto che l'esperienza renderà la cosa man mano più semplice.
Dovrà esserci un poco di spazio tra i ciocchi, affinchè possa transitarvi l'aria comburente. Si consiglia di caricare il focolare con un occhio alla sicurezza, mettendo i pezzi in maniera stabile, affinchè non possano ruzzolare facilmente contro il vetro.
Mi è capitato di trovare pezzi ruzzolati contro il vetro e pure di vederli ruzzolare, non è accaduto nulla, il vetro "non ha fatto una piega", ma è meglio essere prudenti! Ho osservato che il pezzo di legna, tende a diminuire abbastanza rapidamente di volume e soprattutto di peso, durante la combustione. Dopo la prima mezz'ora avrà sicuramente perso tutta l'umidità residua e parte delle sostanze volatili allegerendosi parecchio. Un legno leggero che ruzzola contro il vetro, non farà neppure molto rumore. Ritengo maggiormente importante che il legname non ruzzoli quando è ancora bello pesante, soprattutto se di grande pezzatura... l'esperienza, ci aiuterà ad incastrare bene i pezzi!
Il legname che ruzzola, alla fine della combustione, depositerà un poco di cenere, che tenderà poi a cadere in terra, all'apertura della porta di carico.

Quando il fuoco avrà ben preso il legname e lo sbiancamento della lamiera o del refrattario superiore indicherà l'alta temperatura di combustione, potremo portare al minimo l'aria comburente.  Questa operazione conviene farla con una certa lentezza, per gradi, osservando poi che la fiamma non si spenga e non si affievolisca troppo. Lo spegnimento non deve avvenire!

Se l'impianto è ben fatto, la stufa integra, ben avviata e correttamente caricata, non avrete problemi: l'autonomia di fuoco e braci sarà assicurata !

Se si caricherà un poco meno la stufa, si avrà un poco meno di autonomia e soprattutto, la stufa emetterà meno calore in casa. Se avete abbondante autonomia rispetto alle vostre esigenze, potrete caricare di meno la stufa, trovandola ancora accesa al rientro, anche nelle mezze stagioni, quando necessitate di minor emissione di calore.

Se caricherete su braci abbondanti e calde, in 10 minuti potrete ottenere un buon fuoco, passare al minimo dell'andatura e lasciare la casa tranquillamente. Se le braci non saranno abbondanti e roventi, occorrerà ben più tempo... la conduzione corretta della stufa richiede buone braci!

Nella mezza stagione si sfrutteranno meglio le braci, che riscaldano meno. Nella stagione fredda, si sfrutterà di più una buona fiamma, caricando nuova legna, ancora su braci molto abbondanti.
LA STUFA O IL CAMINO DEVONO ESSERE INSTALLATI  da imprese iscritte alla CCIA come da DM 37/08, articolo1. comma 2 lettera c

 

COMBUSTIONE E LUNGA AUTONOMIA

griglia areata

 

letto di cenere

 

letto di braci

 

GRIGLIA AREATA:
I più comuni apparati di combustione a tiraggio naturale realizzano la combustione su griglia areata. Essi aspirano aria comburente dalla griglia sottostante per ossigenare il focolare ed ottenere la combustione. La griglia è generalmente in ghisa ed ha la funzione di permettere all'aria comburente di infilarsi tra il legname o le braci in combustione. Essa solleva il legname e permette di avere spazio sottostante per il contenitore della cenere. La griglia è generalmente in GHISA e viene raffreddata dal continuo ingresso di aria comburente. La griglia permette la caduta della cenere ed è strutturata in maniera da non intasarsi ma occorre svuotare il contenitore cenere prima che essa accumulandosi ostruisca le feritoie.

LETTO DI CENERE:
La combustione su letto di cenere prevede il sopraggiungere dell'aria comburente non da sotto ma da sopra o di fianco o dietro o davanti. Il letto di cenere è privo di griglia e privo di cassetto cenere. la cenere si deposita sul fondo del focolare e deve sempre essere presente per preservare la buona combustione ed il focolare stesso. La cenere è isolante e preserva quindi il fondo del focolare dalla alte temperature ma allo stesso tempo aiuta il buon mantenimento di elevate temperature di combustione. La cenere ha la proprietà di mantenere attive per lunghissimo tempo le braci in essa affogate garantendone una lenta combustione. Possiamo dire che questo sistema sia un ottimo accorgimento per mantenere le braci a lungo. La rimozione della cenere è più difficoltosa rispetto ai sistemi dotati di serbatoio apposito. Essa deve essere rimossa con paletta direttamente dal focolare. La rimozione deve essere effettuata in assenza di combustione nel focolare, solo poche braci attive potranno giacere sul fondo. L'operazione di rimozione viene effettuata molto meno sovente rispetto ai sistemi  dotati di cassetto cenere.

LETTO DI BRACI:
La lunga e lunghissima autonomia necessitano di un ottimo sistema di mantenimento delle braci attive per lungo tempo nel focolare. Un vero letto di braci attivo per lungo tempo permetterà l'emissione di calore nell'abitazione e permetterà il riavvio della fiamma con grande facilità al rientro dal lavoro od al risveglio mattutino. Gli apparati privi di letto di braci vanno invece riaccesi dopo ogni assenza prolungata da casa e non mantengono tepore nell'abitazione una volta spenti (tranne i prodotto ad accumulo che mantengono emissione termica  per molte ore anche se ormai spenti).


Come accendo il fuoco nella stufa?

L'accensione della stufa può essere eseguita con due differenti metodologie:
a)     l'accensione dal basso è il metodo classico di accendere la stufa e caminetti, consiste nel mettere sulla griglia di combustione fogli di giornale accartocciati e/o tavolette accendifuoco, sopra si ripongono scaglie di legno e rametti e sopra ancora rametti più grossi e tronchetti di piccola sezione, cercando di incrociarli (non utilizzate la segatura, soffoca la fiamma). Si procederà aprendo totalmente l'aria primaria e l'eventuale saracinesca sulla canna fumaria, per favorire al massimo il buon tiraggio. Con un cerino od un accendino si darà fuoco al giornale, il quale incendierà scaglie e rametti che accenderanno rami e tronchetti... la fiamma, da sotto, accenderà il legname che la sovrasta. Per favorire tiraggio ed ossigenazione della camera di combustione, si potrà mantenere socchiusa la porta di carico legno o di scarico cenere, che andrà sempre chiusa quando la fiamma sarà ben avviata. Con una buona fiamma, si potrà aggiungere altra legna, sempre di taglia medio piccola e così via, con legna di sezione sempre maggiore.

b)     l'accensione dall'alto è un metodo utile a diminuire fumosità ed inquinamento.
SCHEMA DI MASSIMA da adattare alla vostra camera di combustione: in sostanza si costruisce una torre di legname, con la base in pezzi più grossi e la struttura sovrastante in pezzi medio piccoli, poi la si riempie con rametti, scaglie di legno e 2 o 3 accendifuoco.

Procedura:
1) Si ripone legname di media pezzatura direttamente sopra la griglia di combustione, lasciando alcuni centimetri di spazio tra un pezzo e l'altro, per favorire il passaggio dell'aria.
2)  sopra a questi, si riporranno perpendicolarmente (incrociando i rami del primo strato), 2 rami di taglia medio piccola, distanziati circa 15 cm tra loro.
3) sopra ancora si incroceranno altri 2 rami distanziati e paralleli, realizzando così una sorta di bassa torre vuota nel centro.
4)  nello spazio centrale libero, verranno riposte scaglie di legno, giornale, rametti e sopra, ma affogate nelle scaglie, 2 o 3 tavolette accendifuoco. Nelle fotografie qui sotto, avevo aggiunto del giornale intorno alla pira di legna ma non è necessario.
5) si apre il tiraggio al massimo e si incendiano le tavolette accendifuoco che infuocheranno facilmente le scaglie. Il fuoco si propagherà verso il basso, dapprima con lentezza, poi più intensamente... si propagherà anche ai rametti laterali ed ai rami più grossi sottostanti.
Con questo metodo, gradualmente e facilmente, producendo meno fumo rispetto al metodo classico, accenderemo un buon fuoco. E' favorevole utilizzare questo sistema, anche in caso di scarso tiraggio. Con questo metodo, si dovrebbe avviare molto gradualmente il fuoco, riducendo l'uscita di fumo nella stanza, tuttavia, se avete questo problema, è necessario che al più presto procediate alla pulizia della canna fumaria ed eventualmente alla correzione dei difetti, che ne riducono il tiraggio

Facilitazioni:
Premettendo che solamente una canna fumaria ben costruita e ben pulita, può risolvere tutti i problemi di fumosità e di avviamento del fuoco, nel caso di difficoltà si può cercare di "aiutare il fuoco" con le seguenti strategie.
A stufa spenta, si può sempre controllare lo stato del tiraggio della stufa, mettendo un cerino acceso nell'imbocco della canna fumaria e verificando che la sua fiamma venga "aspirata" dalla stessa... questo non ci indica che essa possa asportare una grande quantità di fumi ma per lo meno ci dice che non è affetta da fenomeni di blocco del tiraggio o di tiraggio inverso!
a)     usare sempre e solamente legna ben secca.
b)     il riscaldamento preventivo della canna fumaria e dell'aria in essa contenuta, può facilitare l'avvio di un tiraggio bloccato, a tal fine si può utilizzare del giornale da accendere nella camera di combustione o direttamente nell'imbocco della canna fumaria.
c)     per facilitare l'accensione, si può aprire leggermente una finestra vicina, ciò aiuterà la stufa o caminetto nel tirare dalla stanza l'aria a lei necessaria incrementando leggermente il tiraggio... se verificate che ciò aiuta il tiraggio, potrebbe essere il caso di rivedere ed aumentare l'obbligatorio foro di ventilazione per il pescaggio dell'aria esterna.
d)     se si lascia socchiusa la porta del focolare o la porta inferiore (deposito cenere) nelle stufe, anche ciò può aiutare l'ossigenazione della camera di combustione ed il tiraggio.
e)     le tavolette accendifuoco, hanno proprietà di durata della fiamma, tali da aiutare enormemente l'accensione della stufa, evitano le false accensioni dovute all'esaurimento troppo rapido della carta, che tende a bruciare in un lampo.
f)     utilizzare il metodo di "accensione dall'alto",qui sopra descritto, che genera meno fumo, da smaltire attraverso la canna fumaria.


I legnami da ardere sono tutti uguali?

LE VIRTU' DELLA LEGNA DA ARDERE:
1) il legname rappresenta l'unica fonte di energia largamente usufruibile, a costo contenuto, che possa essere utilizzata per il riscaldamento domestico.
2) rappresenta anche, per ora, l'unica fonte di combustibile rinnovabile del pianeta, questo perchè nuove piante possono crescere e sostituire quelle tagliate. Al contrario, gas ed idrocarburi, che si sono formati nell'arco di millenni non si rigenerano con la stessa facilità.
3) la legna da ardere, rappresenta l'unico combustibile che non va ad aumentare il livello di CO2 (anidride carbonica) nell'atmosfera. Questo gas è additato come causa dell'aumento della temperatura terrestre (per l'effetto serra). A tal riguardo, tutti i paesi del mondo si stanno accordando per ridurre le emissioni di questo gas, prodotto bruciando i combustibili. Se ci scalderemo con il legname, quindi, aiuteremo il nostro pianeta a mantenere l'equilibrio a noi utile per la vita. Un albero piantato, durante la sua crescita, riassorbe la stessa quantità di anidride carbonica immessa in atmosfera bruciandolo, in questo modo pareggia il bilancio mantenendolo in equilibrio... IL PIANETA E GLI ESSERI VIVENTI RINGRAZIANO!

TASSO DI UMIDITA' e  POTERE CALORIFICO:
La legna umida brucia con difficoltà e non scalda!
Innanzitutto è bene che la legna che bruciamo non sia verde (appena tagliata), bensì che sia stagionata fino a diminuire la sua umidità ad un tasso inferiore al 15%.  Tale grado di umidità lo si raggiunge generalmente dopo 2 anni di invecchiamento all'aperto sotto una tettoia. Il legno tagliato in piccoli pezzi si asciuga prima rispetto a quello spezzato in grossi ciocchi. Si può accelerare l'essicazione, tramite magazzini riscaldati e ventilati... il sistema più ecologico ed economico è dato da un'essicatoio solare coperto e ventilato... praticamente una serra a vetri o nylon, con un'apertura in basso ed una in alto, per favorire la ventilazione interna. Il legno, asciugato nell'essicatoio, può diminuire la percentuale di umidità ben sotto il 10 %.
La prima fase della combustione, procura l'evaporazione dell'umidità residua ancora presente nel legno. Questa fase, ha un dispendio energetico che ruba calore, quindi più il legname sarà umido, più perderà in resa calorica.  Esistono in commercio rilevatori di umidità. Comprare legna umida significa pagare acqua al prezzo del legname.
Il potere calorifico del legno completamente asciutto, supera  le 4500 Kcalorie al Kg, variando un po' tra un'essenza e l'altra.

 

percentuale umidità

potere calorifico in Kcal/Kg  (legno secco = 4500)

peso kg/metro cubo

legno verde in pezzi

50%

circa   2000

 

legno seccato in essiccatoio

8%

circa   4000

 

legno dolce seccato all'aperto, ma coperto

15%

circa   3500

300 a 350

legno duro seccato all'aperto, ma coperto

15%

circa   3500

350 a 400

 

LEGNA DOLCE, LEGNA DURA, LEGNA RESINOSA:
La legna dolce si accende con facilità, brucia in fretta e mantiene poco le braci. E' ottima (se secca) per accendere il fuoco.
La legna dolce è legna a basso peso specifico, procura molto calore, ma dura poco! Ad esempio sono legnami dolci il pioppo, il pino e l'abete.
La legna resinosa come il pino, scalda molto ma produce molta fuliggine che si deposita nella canna fumaria, di conseguenza necessitano pulizie più frequenti!
La legna dura è più compatta, pesa il doppio a parità di volume e brucia più lentamente... è migliore nel procurare lunghe autonomie di combustione.  Sono legni duri : il leccio, il cerro, la quercia, il carpino, il frassino, il faggio.
Una catasta di legna dura occuperà meno spazio a parità di peso, rispetto ad una catasta di legname dolce.
SI EVIDENZIA CHE IL PROSPETTO QUI SOTTO E' SOLO INDICATIVO, VI SONO NUMEROSE VARIABILI (LUNA AL MOMENTO DEL TAGLIO, VALORI DI UMIDITA' DELLA ZONA DI CRESCITA, TIPO DI TERRENO...) CHE PRODUCONO LEGNAMI CON DIFFERENTI CARATTERISTICHE PER LA STESSA SPECIE DI ALBERI !!!


ESSENZA LEGNA

DUREZZA LEGNA

FIAMMA

BRACI / AUTONOMIA

ASPETTO CORTECCIA

leccio

dura

molto lenta

lunga

nero-bruno semi-liscia

cerro

dura

lenta

lunga

bruno-scuro solcata

noce nazionale

dura

lenta

lunga

 

rovere

dura

lenta

lunga

corteccia solcata grigio/marrone

carpino bianco

dura

lenta

lunga

corteccia liscia grigia

faggio

dura

brucia bene

lunga

corteccia grigia liscia

alberi da frutto

dura

brucia bene

lunga

 

acacia - robinia

dura

brucia bene, scoppietta

medio-lunga

marrone spaccata

betulla

dura

brucia bene

medio-lunga

lattiginosa

frassino bianco

dura

lenta

lunga

 

acero rosso

dura

lenta

lunga

 

olmo

dura

molto lenta

lunga

marrone spaccata

 

 

 

 

 

cedro rosso

dolce

veloce

breve

 

cipresso

dolce

veloce

breve

 

pino / abete

dolce

veloce

breve

 

pioppo

dolce

veloce

breve

grigia

 

 

 

 

 

Il potere calorifico delle varie essenze (PRIVO DI UMIDITA'- INTROVABILE IN NATURA) è molto facilmente confrontabile nella seguente immagine. IL POTERE CALORIFICO REALE E' INFERIORE A QUELLO SOTTO INDICATO, IL GRAFICO INDICA COMUNQUE MOLTO BENE LA DIFFERENZA TRA UNA ESSENZA E L'ALTRA.

LEGNA TAGLIATA IN PICCOLA E GRANDE SEZIONE:
la legna piccola, ad esempio quella delle potature primaverili, una volta essiccata, è sempre utile per accendere il fuoco o ravvivarlo dalle sue braci.
I pezzi di media grandezza alimentano i fuochi più imponenti.
I ciocchi più grandi e duri, alimentano i fuochi di lunga durata e favoriscono l'elevata autonomia delle stufe.

SEGNI DI ESSICCAZIONE DELLA LEGNA, LA LEGNA SECCA:
La legna, durante la sua essiccazione, in genere tende a crepare e presentare lo scollamento della corteccia dal tronco. Questi sono generalmente i segni che presenta la legna secca.

in questa figura, si osservino le indicazioni in rosso, relative alle crepe ed allo scollamento della corteccia, dovute all'essiccazione. Le crepe sono dovute al fatto che il legno, seccando, cioè perdendo il suo contenuto liquido per evaporazione, si contrae leggermente riducendo di volume.

La legna verde (quindi umida), è molto compatta e più pesante della sua stessa essenza essiccata. La legna verde tende ad essere umida al tatto, ad avere corteccia molto aderente al tronco e presenza di muschio fresco sulla sua superficie.

TECNICHE DI ACCATASTAMENTO DEL LEGNAME DA ARDERE, ESSICCARE LA LEGNA:
Le seguenti idee sull'accatastamento, scaturiscono da prove personali, occorre valutare attentamente che si adattino alla propria situazione e che siano favorevoli alla stabilità della propria catasta.
Gli aspetti importanti nella catasta di legna da ardere sono: innanzitutto la sicurezza, poi la ventilazione ed una adeguata copertura per le piogge e per la neve.
la legna da ardere va accatastata in maniera che la catasta sia ben stabile, che non rappresenti  un pericolo per le persone o gli animali che passano nei suoi pressi e potrebbero toccarla od urtarla. La sua stabilità dipende dalla tecnica di accatastamento utilizzata.

aguzzate la vista: la figura indica alcuni piccoli accorgimenti da poter utilizzare nell'accatastamento, le irregolarità inserite, servono a legare, stabilizzare e rendere sicura, una catasta di legna da ardere.
Se sarà possibile, si utilizzerà qualche parete di edificio, dove addossare la catasta in maniera da dargli un appoggio stabile ed una copertura già esistente. Addossando ad un muro la catasta di legna da ardere, si impedirà un'adeguata ventilazione tra il legno ed il muro, sarà quindi bene distanziarli di alcuni cm, ma senza mettere a rischio la sua stabilità. A questo scopo io metto ogni tanto alcuni pezzi di legno più lunghi, in maniera che tocchino il muro retrostante. La catasta dovrà sempre avere una leggera pendenza verso i punti di appoggio e mai verso l'area ove transitano le persone!
I lati estremi della catasta di legna, se saranno liberi e non appoggiati anch'essi a stabili pareti preesistenti, dovranno essere organizzati come nelle figure seguenti, per non crollare pericolosamente. Il moduli a ciocchi incrociati ad alta stabilità impediscono il crollo e rotolamento della catasta.
                     
Figure sopra: moduli a ciocchi incrociati che impediscono il crollo della catasta.

Alcuni ciocchi posti in maniera trasversale nelle parti centrali della catasta, procureranno una legatura utile a donare stabilità alla catasta di legna da ardere. Sono anche utili a "re-livellare" eventuali erronee pendenze... la pendenza dovrebbe sempre essere verso le pareti ed i punti di appoggio sicuri!

figura sopra: elementi lignei trasversali che legano la struttura generando livellamento delle pendenze e stabilità centrale, utile a donare stabilità alla catasta, durante il prelievo della legna.

Il seguente accorgimento alla base della catasta, può favorire la ventilazione e quindi l'essiccamento del legname. Gli elementi maggiormente spaziati, favoriscono il passaggio di aria, ma aumentano il volume della catasta di legna.

figura sopra, elemento di partenza della catasta, che favorisce il passaggio di aria sotto la legna e quindi migliora la ventilazione e l'essiccazione del legname da ardere.

Con l'esperienza, si troveranno nuovi accorgimenti da adottare nelle varie situazioni strutturali.

TRONCHETTI DI SEGATURA PRESSATI:
i tronchetti in figura, sono di fattura similare al pellet, ma di dimensione utilizzabile nella stufa a legna.
Le sue ottime qualità termiche, sono soprattutto legate ad un'essiccazione maggiore rispetto al legname da ardere e ad una forte pressione delle molecole. La maggiore essiccazione, permette maggiore potere calorifico a parità di peso rispetto al legname, la forte pressione (a parità di essenza), donerà buona autonomia di braci.
Il rivestimento plastico impedirà al materiale di assorbire umidità e rovinarsi, in più renderà il trasporto e lo stoccaggio puliti, pratici e veloci. La catasta di tronchetti dovrebbe essere un po' più piccola di quella della legna da ardere, a parità di calorie ed essenze.
Il costo dei tronchetti, per contro è sensibilmente maggiore rispetto a quello della legna.
             
tronchetti di segatura pressata

 

Cenni storici sull'utilizzo del fuoco

Dalla scoperta del fuoco e dal suo utilizzo, l'uomo poté godere dei suoi vantaggi ma fu soggetto anche anche ai disagi ed ai pericoli ad esso legati: il fastidio del fumo, l'accensione e l'approvvigionamento di legname e combustibili, i pericoli di ustioni ed incendi.
Nei primi tempi il fuoco bruciava nell'antro del riparo, poi al centro di una stanza o capanna, con una apertura sul tetto che aiutava l'uscita del fumo e diminuiva il pericolo di incendio perchè il fuoco era lontano dalle pareti in legno. Era molto importante che il fuoco non si spegnesse mai, a causa della difficoltà di accenderlo, con i semplici strumenti della natura, di cui si disponeva.
Ci sono testimonianze in grandi edifici Romani, dove il camino aperto, alimentato dalla legna, era posto in un basso locale sotto al pavimento. Riscaldando il pavimento, i grandi locali che erano costruiti sopra, beneficiavano del suo irraggiamento. In più, si avvalevano di canne fumarie e canali d'aria riscaldata (ipocausto) che passavano all'interno dei muri perimetrali riscaldandoli. Nei locali sovrastanti abitati, si godeva di ottime temperature, l'aria non era mai intrisa di fumo e non c'era la sporcizia del legname e della cenere nelle stanze!
Con l'avvento delle costruzioni in pietra e mattone, si diffuse,  il camino aperto addossato o integrato nella parete ma il problema del fumo in casa, causato dalla non comprensione delle dinamiche che influenzavano il tiraggio della canna fumaria, era irrisolto.

Nel 1400 si trovano i primi esemplari di stufe murarie semi-chiuse, derivate dal "forno del pane", che venne, con apposite modifiche, utilizzato per riscaldare gli ambienti domestici. La massa di accumulo del forno-stufa, permetteva di mantenere stufa e ambiente caldi, per parecchie ore. In Alto Adige, nel castello di Merano, nel 1400 venne costruita una stufa ad accumulo di tipo Kachelhofen ("tegame - stufa" o "pignatta di terracotta - stufa" o "scodella - stufa"). Il suo nome deriva dall'abitudine di inserire nella sua parte alta, sezioni concave di pignatte di terracotta, probabilmente al fine di aumentarne la superficie di scambio termico e quindi la resa calorica. Nel 1600 e soprattutto dopo il 1700, si applicarono le maioliche su queste stufe, per renderle eleganti e raffinate. Vennero anche organizzate delle panche attorno alla stufa per sedere al caldo. Vennero poi create impalcature in legno che permettevano di mettere ad asciugare i panni e sorreggevano una lettiera sulla stufa, dove potevano dormire al caldo gli anziani ed i bambini.
Sempre nel 1400, si inizia ad avere nel camino aperto, una piastra metallica sul fondo, in grado di irradiare il calore nella stanza retrostante.
Verso fine 1500 compaiono stufe aperte e bracieri in terracotta.
Solamente dopo il 1600 nasce il caminetto a convezione naturale e si iniziano a fare passi avanti nel risolvere alcuni problemi tecnici che causano fumo in stanza.
Sempre nel 1600, si iniziano ad unire le piastre metalliche, creando le prime stufe in ghisa. Questa stufa (Beileger) veniva incastrata nel muro ed aveva la bocca aperta per l'alimentazione del fuoco, nella stanza accanto. Con questo semplice accorgimento si riuscivano a riscaldare 2 stanze con la stessa stufa, relegando il problema dello sporco e dell'eventuale fumo, solamente in una delle 2.
Dopo il 1700 si diffondono i caminetti aperti in lamiera (e non più in muratura) che aumentano l'irraggiamento termico e sfruttano la convezione naturale (la stufa-caminetto di Benjamin Franklin, detta anche la stufa Franklin o stufa di Pensilvania).


stufa -caminetto di Pensilvania (Franklin)

 

Solamente dopo il 1800, si riesce ad eliminare in modo efficace il fumo in stanza causato dai caminetti aperti e si inizia a sfruttare anche il carbone come combustibile. Per tutto il secolo si costruiscono affascinanti e raffinate stufe in muratura, coperte di maioliche, in stile impero (rotondeggianti ed alte).
Nel 1900 si diffonde il caminetto a convezione naturale... ma si diffondono anche nuove tecniche metallurgiche che permettono la costruzione delle più efficienti STUFE chiuse a legna, carbone e gas, più utili anche per la cottura dei cibi. Compare la presenza di finestrelle di mica, che lascia trasparire il colore della fiamma viva, quasi come un vetro. Le stufe metalliche acquistano maggiori valori estetici decorativi.
Ai giorni nostri la tecnica permette di non avere più problemi di fumo, stufe o camini, sono semistagni con rendimenti termici eccezionali e  poche manutenzioni da fare.  L'avvento delle caldaie centralizzate a gasolio o gas completamente automatizzate, l'assenza della massaia che un tempo regnava in casa badando al  fuoco (oltre che alla prole) e le esigenze moderne, hanno relegato il caminetto ad elemento estetico più che ad una reale utilità per il riscaldamento.
Negli ultimi tempi, con l'aumento notevole dei costi dei combustibili fossili, con la migliore coscienza ecologica, con il gusto del ritorno alle belle cose, si sta riscoprendo il piacere del focolare in casa.
In aggiunta, grazie alla lunga autonomia della combustione di alcuni focolari  la gestione del calore è diventata coerente con le esigenze moderne.

E non dimenticate……..
LA STUFA   O IL    CAMINO DEVONO ESSERE INSTALLATI
 da imprese iscritte alla CCIA come da DM 37/08, articolo1. comma 2 lettera c

 

 

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